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Cose da niente. Il fascino discreto degli oggetti PDF Stampa E-mail
Scritto da Elena Morozova   
Giovedì 13 Dicembre 2012 00:00

Cose da niente. Il fascino discreto degli oggettiFino al 24 febbraio il Museo della Figurina propone un divertente excursus tra gli oggetti quotidiani di uso comune, cose cadute in disuso, strumenti rari e inventati con la mostra “Cose da niente. Il fascino discreto degli oggetti”.

Ogni oggetto è collocato idealmente nel 'suo' ambiente: le stanze che compongono un'immaginaria casa borghese di fine secolo - il salotto, lo studio, la cucina, la stanza di servizio, la toletta, la camera da letto e la camera dei bambini -, e gli spazi all'aperto, tipici della vita cittadina quali i parchi, le vie popolate di negozi e locali pubblici. Gli oggetti sono inoltre accompagnati da brevi racconti che, nel delinearne le origini, ne fanno affiorare curiosità e aneddoti, ridandogli vita e togliendo il velo di polvere che metaforicamente ricopre queste figurine. Sarà esposta anche una parte della raccolta di ventagli proveniente del Museo civico d'arte di Modena.

Da alcuni decenni, la museologia ha iniziato a prestare grande attenzione a cose che, anche povere e apparentemente insignificanti, possano essere raccolte e collezionate. Alla base di questa tendenza sta la volontà di restituire significato a oggetti che, privi di storia ed estrapolati dal loro contesto e vissuto, subirebbero definitivamente l'oblio del tempo. È così che cose 'da poco' vengono esposte in vetrine con accanto numeri di inventario e cartellini esplicativi, donando un'aura di sacralità a tutto ciò che è stato oggetto di esperienza umana. Sembrano cose, oggetti inanimati, ma in realtà sono racconti, storie, curiosità, segni di vite vissute ancora in grado di attivare il ricordo, di evocare un'atmosfera, di sollecitare un'emozione. Da questa idea nasce la mostra delle cose 'da niente'.

Materiali grafici di per sé poveri come le figurine, mostrano oggetti di vita quotidiana al passaggio tra Ottocento e Novecento, epoca d'oro di queste piccole immagini che, senza volerlo, ci restituiscono mode e costumi di un secolo fa: abiti e accessori, come cilindri e pagliette, colletti inamidati e corsetti, monocoli, lorgnette e pince-nez, bastoni da passeggio e parasole, che a volte ritornano come icone di epoche passate nelle sfilate di stilisti contemporanei e portano con sé un'infinità di storie e aneddoti, talora incredibili, sempre intriganti.

La mostra prodotta dal Museo della figurina, a cura di Thelma Gramolelli, con la collaborazione di Paola Basile e Maria Giovanna Battistini, curatrici del Museo della figurina, in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

 

Orari:

mercoledì -venerdì: 10:30- 13:00 e 15:00-18:00

sabato, domenica e festivi: 10:30 – 19:00

Ingresso gratuito